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Dialoghi attraverso il tempo

Dante non si è rivolto solo al proprio tempo. Le sue parole hanno attraversato i secoli e raggiunto anche lo spazio culturale sloveno. Generazioni di poeti e scrittori hanno riconosciuto nella sua opera domande universali sull'uomo, l'identità, la memoria e la ricerca del senso.

Di seguito vengono presentati alcuni autori; se vuoi saperne di più su di loro, chiedi a DANTE AI

  • Primož Trubar (1508–1586)

    Primož Trubar è il fondatore della lingua letteraria slovena e una figura chiave della Riforma in Slovenia. Con i primi libri scritti in sloveno, gettò le basi della parola scritta che avrebbe plasmato l'identità nazionale. Così come Dante fece per l'italiano, Trubar elevò la lingua slovena nello spazio culturale europeo.

  • Valentin Vodnik (1758–1819)

    Valentin Vodnik ha segnato in modo significativo lo sviluppo della lingua e della letteratura slovena con le sue poesie, i giornali e l'opera illuminista. Ha risvegliato la coscienza nazionale e posto le basi della tradizione letteraria slovena. Così come Dante Alighieri ha plasmato lo spazio linguistico e culturale italiano, anche Vodnik è considerato una delle figure chiave dell'identità culturale slovena.

  • France Prešeren (1800–1849)

    France Prešeren, similmente a Dante, ha dimostrato che la letteratura nella lingua nazionale può diventare il fondamento della cultura e dell'identità di un popolo. Così come Dante ha elevato l'italiano, Prešeren ha posto la lingua slovena accanto alle grandi letterature europee.

  • Graziadio Isaia Ascoli (1829-1907)

    Graziadio Isaia Ascoli, noto linguista e glottologo, si dedicò allo studio delle lingue indoeuropee e romanze e fu il primo professore italiano di glottologia. La Società Filologica Friulana, fondata a Gorizia nel 1919, prende il nome da Ascoli, che fu il primo a descrivere scientificamente la lingua friulana nella rivista Archivio glottologico italiano.

  • Fran Levstik (1831–1887)

    Fran Levstik è stato uno scrittore, critico e risvegliatore nazionale sloveno, che con la sua opera ha segnato in modo significativo lo sviluppo della letteratura slovena del XIX secolo. Con l'accento posto sulla lingua, sulla narrazione popolare e sulla coscienza nazionale, ha posto le basi del rinnovamento letterario sloveno. Così come Dante, anche Levstik con la parola scritta ha rafforzato l'identità culturale del proprio popolo.

  • Ippolito Nievo (1831–1861)

    Scrittore e patriota, fu protagonista del Risorgimento italiano e trascorse gran parte della sua vita tra Veneto e Friuli. La sua opera rappresenta uno dei momenti fondativi della narrativa italiana moderna, capace di intrecciare storia nazionale, memoria personale e identità territoriale.

  • Josip Stritar (1836–1923)

    Josip Stritar è stato un poeta, scrittore, critico e traduttore sloveno, che ha contribuito in modo significativo a plasmare la letteratura slovena del XIX secolo. Con la sua attività in patria e nello spazio europeo, ha collegato la letteratura slovena con le più ampie correnti culturali e ha influenzato lo sviluppo della coscienza nazionale. Nello spirito di Dante, anche Stritar con la parola scritta ha rafforzato l'importanza della lingua come fondamento dell'identità culturale.

  • Simon Gregorčič (1844–1906)

    Simon Gregorčič nacque nel 1844 e morì nel 1906. Fu uno dei più importanti poeti sloveni del XIX secolo, noto per le sue poesie liriche che esprimono spesso l'amore per la natura, la patria e la libertà. Tra le sue poesie più celebri figurano Soči (All'Isonzo), Človeka nikar! (Non l'uomo!), Ujetega ptiča tožba (Il lamento dell'uccello prigioniero) e Veseli pastir (Il pastore allegro), che riflettono il suo profondo sentimento per la terra natale e la sua natura.

  • Ivan Tavčar (1851–1923)

    Ivan Tavčar è stato uno scrittore, giurista e politico sloveno, che con le sue opere ha segnato l'identità nazionale e la letteratura del XIX e dell'inizio del XX secolo. Il suo mondo creativo è strettamente legato al maniero di Visoko, dove si intrecciano storia, natura e narrazione. Così come Dante, anche Tavčar attraverso la letteratura ha plasmato uno spazio di memoria culturale e di appartenenza.

  • Italo Svevo (1861-1928)

    Italo Svevo fu uno scrittore e drammaturgo triestino che influenzò profondamente lo sviluppo della letteratura italiana moderna. Con il suo romanzo La coscienza di Zeno (1923), considerato uno dei capolavori del modernismo europeo, descrisse i dilemmi psicologici e le lotte interiori dell'uomo moderno. Trieste fu quindi sia il contesto della sua vita che una fonte di ispirazione per le sue opere, nelle quali si manifestava con tutti i suoi strati multiculturali e le tensioni sociali.

  • Gabriele D’Annunzio (1863-1938)

    Gabriele D'Annunzio fu uno dei poeti, scrittori e drammaturghi italiani più eccezionali e controversi del XX secolo. Noto per il suo stile espressionista, simbolista ed estetista, fu anche il più importante rappresentante del nazionalismo interventista italiano. A Trieste, D'Annunzio partecipò nel 1915 al suo primo volo audace e dedicò alla città diversi proclami. Nel 1919 partì da quest'area per la spedizione a Fiume. La sua eredità controversa è importante per comprendere le tensioni culturali e politiche e le questioni identitarie che hanno caratterizzato quest'area nella prima metà del XX secolo.

  • Filippo Tommaso Marinetti (1866-1944)

    Marinetti fu un poeta, drammaturgo e scrittore, fondatore del futurismo italiano. Nel 1909 pubblicò il Fondazione e Manifesto del Futurismo, in cui spiegò gli ideali del nuovo movimento, orientato a esaltare il progresso, la modernità, nonché la «guerra, sola igiene del mondo» e il patriottismo. La SNIA Viscosa, una fabbrica avanguardista per la produzione di cellulosa a Torviscosa, commissionò a Marinetti nel 1938 la poesia solenne Il Poema di Torre Viscosa, che fu ripubblicata nel 1940 sotto il titolo Poesia simultanea dei canneti Arunda Donax.

  • Rainer Maria Rilke (1875-1926)

    Rilke è considerato uno dei più grandi poeti in lingua tedesca del XX secolo. Marie von Thurn und Taxis lo ospitò tra il 1910 e il 1912 al Castello di Duino. Questo luogo ispirò la sua opera più famosa, le Elegie Duinesi (1923), che segnò l'atmosfera poetica prevalente in Europa negli anni Venti del XX secolo ed esprimeva una nuova mistica cosmica in contrasto con le tragedie del tempo.

  • Dragotin Kette (1876–1899)

    Dragotin Kette ha segnato, con il suo breve ma straordinario percorso poetico, lo spazio tra Prem, Ilirska Bistrica e Trieste. Nella ricerca dell'espressione poetica e del contatto con il mare, ha creato anche il celebre ciclo Adria. Nonostante la malattia e le difficili condizioni di vita, ha perseverato nella creazione, credendo così, similmente a Dante Alighieri, nella forza della letteratura e della missione poetica.

  • Ivan Cankar (1876–1918)

    Ivan Cankar si è richiamato a Dante anche direttamente. Nel bozzetto Skodelica kave (La tazza di caffè) ha utilizzato una citazione dal Purgatorio, e attraverso i temi della colpa, della coscienza e della purificazione spirituale ha creato un mondo che ricorda fortemente il viaggio morale dantesco.

  • James Joyce (1882–1941)

    A Trieste trascorse quasi undici anni, in più periodi tra il 1904 e il 1920, e vi scrisse o concepì alcune delle sue opere più importanti. La sua influenza sull’ambiente letterario triestino e sul dialogo culturale tra lingue e tradizioni resta una parte importante della storia della città.

  • Umberto Saba (1883 – 1957)

    È considerato uno dei più importanti poeti e figure letterarie triestine della prima metà del XX secolo. La sua poesia è profondamente personale, spesso confessionale e piena d’amore per la città natale, che rappresentava per lui una fonte costante d’ispirazione.

  • Diego Valeri (1887–1976)

    Poeta, traduttore e docente universitario, rappresenta una delle voci più eleganti della letteratura veneziana del Novecento. Traduttore di Baudelaire e Paul Valéry, fu un ponte culturale tra Italia e Francia.

  • Carlo Michelstaedter (1887-1910)

    Carlo Michelstaedter nacque nel 1887 e morì nel 1910. Lo scrittore e filosofo goriziano Carlo Michelstaedter è considerato un emblema dell'intellettuale centro-europeo, un'espressione del mondo asburgico al suo tramonto. Le sue opere pubblicate postume Il dialogo della salute (1910) e La persuasione e la rettorica (1910) segnarono il pensiero filosofico europeo all'inizio del XX secolo.

  • Scipio Slataper (1888-1915)

    Scipio Slataper fu uno scrittore e intellettuale triestino il cui lavoro superò i confini etnici e linguistici e segnò l'immagine culturale della città all'inizio del XX secolo. I suoi saggi e articoli affrontarono spesso temi legati al dialogo culturale e alla questione nazionale nell'ambiente multiculturale della città. Come intellettuale impegnato, si adoperò per la convivenza tra i popoli e per una riflessione critica sui cambiamenti sociali del suo tempo.

  • Giuseppe Ungaretti (1888-1970)

    Giuseppe Ungaretti si recò volontario nella prima guerra mondiale e arrivò sul Carso, dove la brutalità delle battaglie risvegliò in lui l'ispirazione per la poesia ermetica come espressione profonda e diretta. Le sue poesie di guerra furono pubblicate nella raccolta Il porto sepolto (1916) e in L'allegria dei naufragi (1919). Le poesie indicano il luogo in cui furono scritte e permettono al lettore di seguire il percorso di Ungaretti come soldato attraverso le terre del Friuli - la Venezia Giulia.

  • France Bevk (1890–1970)

    France Bevk nacque nel 1890 e morì nel 1970. Fu un importante scrittore, poeta e pubblicista sloveno, che trascorse la maggior parte della sua vita nella regione della Gorenjska e della Notranjska. È noto per i suoi romanzi, novelle e poesie, che trattano spesso la vita dell'uomo di campagna, la giustizia sociale e gli eventi storici. Tra le sue opere più riconoscibili figurano il romanzo Kaplan Martin Čedermac (Il cappellano Martin Čedermac) e la raccolta di novelle Povest o dobrih ljudeh (Racconto di brave persone).

  • Giani Stuparich (1891-1961)

    Giani Stuparich fu uno scrittore, professore, editore e intellettuale che influenzò profondamente la vita letteraria e culturale di Trieste nella prima metà del XX secolo. Con la sua prosa introspettiva, focalizzata sulla natura umana, raccontò le esperienze della prima guerra mondiale, l'identità e i valori umani, temi di grande importanza per Trieste e il suo ambiente multiculturale. Inseriremo. Si prega di allegare una fotografia appropriata.

  • Biagio Marin (1891-1985)

    Poeta di portata europea è considerato la voce di Grado, l'isola d'oro dell'Adriatico, un gioiello tra mare e terra. Passò la maggior parte della vita a Trieste, ma in vecchiaia si ritirò a Grado, che cantò nelle sue poesie, non solo nei temi, ma soprattutto nella lingua, il dialetto gradaresco. Tra le sue opere citiamo Fiuri de tapo (1912) e I canti de l’isola (1970).

  • Carlo Emilio Gadda (1893-1973)

    L'ingegnere e scrittore milanese Carlo Emilio Gadda fu uno dei più grandi innovatori della narrazione del XX secolo, grazie al suo pastiche, che ispirò le avanguardie successive. Il Friuli ebbe un ruolo fondamentale nella sua poetica, poiché vi partecipò alla prima guerra mondiale e sperimentò la scrittura del diario Giornale di guerra e di prigionia. Nel 1934 scrisse Il castello di Udine, una raccolta di riflessioni e ricordi della prima guerra mondiale, narrati in uno stile che si muove tra il lirico e il sarcastico-satirico.

  • Giovanni Comisso (1895–1969)

    Scrittore e viaggiatore, partecipò alla Grande Guerra e raccontò il Veneto, il mare e l’Oriente con uno stile originale, aperto alle contaminazioni culturali e all’esperienza del viaggio. Rappresenta l’incontro tra identità locale e apertura cosmopolita, interpretando il Veneto come luogo di scambio tra culture mediterranee ed europee.

  • Giacomo Noventa (1898–1960)

    Poeta e intellettuale, fece del fiume Piave e della lingua materna un patrimonio della cultura europea. La sua riflessione culturale unisce radici locali e pensiero europeo, ponendo il Veneto come crocevia di civiltà e tradizioni.

  • Ernest Hemingway (1899–1961)

    È uno degli scrittori americani più importanti del XX secolo e vanta un lungo legame con il Veneto. Le esperienze nella regione hanno influenzato profondamente la sua vita e la sua produzione letteraria, riflettendo nelle storie un contatto autentico con la natura, la vita mediterranea e un rapporto profondo ma silenzioso con la cultura locale.

  • Srečko Kosovel (1904–1926)

    Sul Carso l'immaginario dantesco incontra la poesia di Srečko Kosovel. La bora, la pietra e il paesaggio carsico nelle sue poesie diventano simbolo della scissione interiore dell'uomo e della ricerca di un nuovo mondo e di un futuro.

  • Dino Buzzati (1906–1972)

    Dalle Dolomiti fece nascere un mondo dove mistero, attesa e destino parlano a tutti. Scrittore e giornalista, ha unito realismo e dimensione fantastica, anticipando i temi dell’alienazione contemporanea e dell’esistenzialismo europeo.

  • Ciril Kosmač (1910–1980)

    Ciril Kosmač è stato uno scrittore sloveno, nato nel 1910 e morto nel 1980. Ha trascorso gran parte della sua vita a Nova Gorica e dintorni, dove ha anche scritto le sue opere. Kosmač è noto per le sue novelle e i suoi romanzi, che riflettono spesso la vita delle persone del Litorale sloveno nel periodo tra le due guerre e dopo la Seconda guerra mondiale. Tra le sue opere più importanti spiccano il romanzo Ljubezen (Amore) e la novella Petelinji zajtrk (La colazione del gallo), che rimangono una parte significativa della letteratura slovena.

  • Boris Pahor (1913–2022)

    Legato strettamente a Trieste è Boris Pahor, che nelle sue opere ha scritto della memoria, della dignità umana e dell'esperienza dei totalitarismi. Così come Dante, anche Pahor attraverso la letteratura ha creato una mappa morale del proprio tempo.

  • Ljubka Šorli (1913–2022)

    Ljubka Šorli è stata una poetessa e scrittrice slovena, la cui opera è profondamente legata alla regione del Goriziano e della Valle dell'Isonzo (Tolminsko). Nella sua poesia si intrecciano esperienze personali, il ricordo della casa e una sensibile lirica della natura, che formano una voce intima ma marcatamente forte della letteratura slovena del XX secolo. Così come Dante, anche Šorli attraverso l'esperienza personale ha creato un racconto universale sul desiderio, l'appartenenza e la memoria.

  • Giuseppe Berto (1914–1978)

    Scrittore, drammaturgo, sceneggiatore, esplorò il dramma dell'uomo contemporaneo tra memoria, guerra e libertà interiore. La sua narrativa dialoga con le grandi correnti psicologiche ed esistenzialiste del Novecento europeo.

  • Padre David Maria Turoldo (1916-1992)

    Sacerdote e poeta, sgradito per le sue idee progressive, trovò ispirazione per le sue poesie nel suo luogo di nascita. Le poesie, raccolte nell'opera O sensi miei…Poesie 1948-1988 (1990), sono un inno alla natura e a Dio, ma anche un'espressione di rabbia per le condizioni sociali dei più poveri, esplorando il legame tra poesia e religiosità, l'intolleranza verso le gerarchie e il mondo rurale friulano.

  • Andrea Zanzotto (1921–2011)

    Cantò le colline venete, facendo del paesaggio una lingua universale della poesia. È una delle maggiori voci della lirica europea del secondo Novecento. La sua riflessione ecologica e linguistica anticipa molte sensibilità contemporanee sul rapporto tra uomo e ambiente.

  • Mario Rigoni Stern (1921–2008)

    Scrittore e militare italiano fece dell'Altopiano di Asiago un simbolo europeo di pace, natura e memoria. Rappresenta una voce essenziale della memoria europea del Novecento, capace di trasformare l’esperienza della guerra in un messaggio universale di pace e rispetto per l’ambiente.

  • Luigi Meneghello (1922–2007)

    Professore universitario e scrittore, trasformò il Vicentino e la Resistenza in una memoria viva della coscienza europea. Raccontò la civiltà contadina con straordinaria attenzione alla lingua e alla memoria. 

  • Pier Paolo Pasolini (1922-1975)

    Pier Paolo Pasolini è considerato uno degli scrittori, poeti e registi italiani più innovativi del XX secolo. Durante la sua giovinezza, trascorse gli anni della guerra in Friuli, che per lui divenne luogo dell'anima e della poesia. Ricordiamo il suo esordio poetico Poesie a Casarsa (1942) e poi l'opera La nuova gioventù. Poesie friulane 1941–1974 (1975). Qui inserì anche altre opere, I Turcs tal Friùl e il romanzo Il sogno di una cosa, mentre girò il film Medea nella laguna di Grado.

  • Sergio Maldini (1923-1998)

    Scrittore e giornalista, trascorse la giovinezza in Friuli e completò gli studi universitari a Trieste. Dopo il trasferimento a Bologna, si dedicò al giornalismo d'inchiesta e alla scrittura di romanzi, come I sognatori e Bologna brucia. Nel 1981 si ritirò a Santa Maria di Varmo nella bassa pianura del Varmo, dove scrisse La casa a Nord-Est e La di Varmo.

  • Goffredo Parise (1929–1986)

    Scrittore e giornalista, indagò l'uomo moderno con uno stile essenziale, partendo dalla sua terra vicentina. Nei suoi scritti convivono ironia, malinconia e una profonda attenzione per la dimensione umana. La sua opera affronta il passaggio dalla società tradizionale alla modernità consumistica, tema centrale della cultura europea del Novecento.

  • Carlo Sgorlon (1930-2009)

    Carlo Sgorlon fu uno dei più importanti scrittori friulani, cantore del Friuli rurale, al tempo stesso arcaico e magico, crocevia e teatro di scontri di diversi popoli. La sua attenzione fu rivolta alla riscoperta e alla valorizzazione del Friuli contadino, della natura, della comunità e della sacralità come baluardi contro la decadenza della società moderna.

  • Fulvio Tomizza (1935–1999)

    Scrittore istriano, ha esplorato nelle sue opere le relazioni storiche e culturali tra italiani, sloveni e croati, diventando una delle figure letterarie più importanti dell’area di confine. Affrontò nelle sue opere i temi legati all’identità, alla storia e all’appartenenza culturale nel contesto multietnico e plurilingue di Trieste e delle zone limitrofe, promuovendo il dialogo e la comprensione tra popoli.

  • Antonia Arslan (1938–)

    Letterata e docente universitaria, da Padova racconta il dialogo tra Veneto e Armenia attraverso la forza della memoria. La sua opera promuove il dialogo tra popoli e la costruzione di una comune identità culturale europea.

  • Claudio Magris (1939–)

    È uno dei più importanti scrittori, saggisti e germanisti italiani, nonché una voce riconosciuta a livello internazionale della cultura mitteleuropea. Nelle sue opere esplora spesso Trieste come crocevia multiculturale delle eredità italiana, slovena, tedesca e asburgica.  Come sostenitore del dialogo tra culture, ha sottolineato nelle sue opere l’importanza della convivenza e della comprensione reciproca tra popoli.

  • Mauro Corona (1950–)

    Mauro Corona è lo scrittore più noto della valle del Valcellina. La sua opera, che comprende più di 30 titoli, come I fantasmi di pietra e La voce degli uomini freddi, è dedicata a preservare il ricordo delle sue valli, delle loro tradizioni e della loro storia, raccontando le bellezze e i segreti della natura e la vita difficile degli abitanti di montagna.

  • Tullio Avoledo (1957–)

    Tullio Avoledo è uno scrittore contemporaneo di Pordenone. Ha raggiunto il successo come autore con il suo esordio L’elenco telefonico di Atlantide (2003). I suoi libri si muovono tra distopia, romanzo poliziesco e thriller, ma raccontano anche della vita e dell'atmosfera della Bassa Friuli, un'area caratterizzata da paesaggio rurale, tradizioni agricole e forte identità locale.

  • Angelo Floramo (1966–)

    Angelo Floramo è un contemporaneo insegnante e scrittore friulano. Dal 2012 collabora con la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli come consulente scientifico per il settore di antichi, manoscritti e libri rari, che ha presentato nella sua opera Guarneriana segreta (2015), in cui ha dato voce ai codici manoscritti che riempiono i suoi scaffali. La sua prosa tocca temi di viaggio e conservazione della storia e delle tradizioni del mondo friulano e sloveno.

  • Ilaria Tuti (1976–)

    La scrittrice contemporanea di fama internazionale Ilaria Tuti è nata a Gemona del Friuli, dove vive ancora. Nel 2011 si è avvicinata alla scrittura e si è fatta conoscere principalmente con i thriller in cui appare la commissaria Teresa Battaglia, come Fiori sopra l'inferno e Ninfa dormiente. I luoghi in cui ambienta i suoi romanzi celebrano principalmente le sue montagne tra Gemona, la valle del Resia e l'area del Tarvisiano, ma includono anche riferimenti a Udine, Aquileia e Cividale.

  • Enrico Galiano (1977–)

    Il professore di italiano, storia e geografia e scrittore contemporaneo ha ambientato il suo esordio Eppure cadiamo felici (2017) nella zona di Pordenone, Gorizia e nelle vicinanze del lago artificiale di Redona, che considera uno dei luoghi più incantevoli del Friuli.

Da Venezia a Isola, Tolmino e il Friuli si delinea uno spazio letterario e culturale comune, dove l'eredità dantesca continua ancora oggi a unire luoghi, lingue e persone.

Se vuoi saperne di più sul nostro percorso letterario transfrontaliero, dai un'occhiata alla nostra mappa.

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