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Tolmino

Tolmin è una delle tappe più misteriose del percorso dantesco, legata soprattutto a leggende che nel corso dei secoli hanno plasmato l'immagine del luogo come regno di profondità, prove e discesa nell'ignoto. Le bellezze naturali della Gola di Tolmin, della Grotta di Zadlaška e delle cime circostanti hanno ispirato racconti che collegano Dante a questa parte del territorio sloveno e alla creazione delle immagini del mondo sotterraneo descritto nella Commedia.

Tolmin rappresenta il Parco dell'Inferno, un parco della discesa e delle profondità. Al suo centro si trova la leggenda slovena della Grotta di Dante sopra la Gola di Tolmin, della Sedia di Dante sopra il fiume, e del poeta che, ospite del patriarca, si dice meditasse sulle acque, sui pesci e sull'immagine del mondo sotterraneo.

La Grotta di Zadlaška, conosciuta anche come Grotta di Dante, si trova presso la gola del fiume Tolminka, dove Dante avrebbe riflettuto sull'Inferno. Secondo Bassermann, la Grotta di Dante non era altro che "un modello dell'abisso dove riposa Lucifero", mentre le grotte di Postumia rappresentavano la via d'uscita da esso.

La roccia sopra il fiume è da sempre nota come "Sedia di Dante", dove il poeta amava sedersi e riflettere. La testimonianza più antica della visita di Dante in territorio sloveno si trova nell'opera di Valvasor, risalente al XVI secolo. Dante fu ospite del patriarca Pagano della Torre tra il 1319 e il 1320, e poteva facilmente recarsi spesso da Cividale a Tolmin. Secondo Ziliotto, veniva qui per ammirare la natura e i pesci, traendone ispirazione per il suo trattato Questio de aqua et terra (Sulla natura dell'acqua e della terra). Il parco letterario si estende ancora verso Kozlov rob – i resti di un'antica fortezza sopra Tolmin, dove si può immaginare che Dante sia passato – e persino verso il corso sotterraneo tra Pekel e la Grotta di Postumia. Javornik e il Lago di Circonio corrispondono al lago ghiacciato del Cocito e alla misteriosa montagna del Tambernicchi menzionata nell'Inferno XXXII, 28.

Una passeggiata nella Tolmin dantesca unisce così il patrimonio naturale, la memoria storica e la ricca tradizione locale in un'unica storia di un luogo dove il vero mondo carsico si intreccia con l'immaginazione letteraria di uno dei più grandi poeti europei.

Vista dall\'interno di una grotta attraverso un\'apertura naturale verso una terrazza panoramica con ringhiera in legno e una panchina, circondata da una fitta foresta verde.

La Grotta di Zadlaz (Grotta di Dante)

La Grotta di Zadlaz, chiamata anche Grotta di Dante, è un luogo dove si incontrano natura e leggenda. Secondo la tradizione, proprio il suo aspetto tenebroso avrebbe ispirato la descrizione dantesca dell'Inferno nella Commedia. Indipendentemente dalla veridicità del racconto, la grotta porta ancora oggi i visitatori in un viaggio simbolico nel mondo del mistero, dell'immaginazione e della letteratura senza tempo.

La targa commemorativa dedicata a Dante

La targa commemorativa dedicata a Dante Alighieri, presso la Grotta di Dante a Tolmino, è stata collocata nel luogo in cui, secondo la tradizione, Dante avrebbe trovato ispirazione per la sua Commedia.

Le Gole di Tolmino e la sedia di Dante

Quando Dante e Virgilio si trovano ai margini del primo cerchio dell’Inferno – il Limbo – guardano verso il resto del paesaggio infernale. Davanti a loro si apre la vista su un abisso colmo di oscurità, dolore e nebbia minacciosa. Se oggi vogliamo immaginare questa scena, basta recarsi alle Gole di Tolmino, dove il fiume Tolminka continua incessantemente a mormorare e riecheggiare. La roccia sopra il fiume è da sempre conosciuta come la “Sedia di Dante”, dove, secondo la tradizione, il poeta amava sedersi, riflettere e ammirare la natura e i pesci.

Il busto di Dante al Museo di Tolmino

Il Museo di Tolmino, ospitato nell’antica dimora dei Coronini, conserva un busto di Dante, opera dello scultore italiano Mario Moschi, realizzata nel 1929. Per la popolazione slovena, il busto divenne un simbolo dell’italianizzazione forzata. Al termine della Seconda guerra mondiale, fu rimosso dal centro della città. Oggi, dopo il restauro, il busto è esposto come fonte storica.

Kozlov rob

Su una collina isolata sorge un’antica fortezza che, come un guardiano, domina la valle. Sul Kozlov rob si trova un castello risalente al XII secolo, un tempo appartenuto al Patriarca di Aquileia. Forse Dante vi soggiornò proprio qui e fu proprio questo luogo a ispirarlo nella descrizione di alcune delle fortezze dell’Inferno.

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