Ceggia
Ceggia–Oriago–Venezia sono il parco letterario del Purgatorio, il parco del carnevale e della comunità.
La vita di Dante e anche la sua opera sono costellate di connessioni e riferimenti all'area veneta. Durante i suoi viaggi da esule, Dante visitò certamente Treviso, ospite di Gherardo III da Camino, esaltato nel XVI canto del Purgatorio; Verona, dove venne accolto da Bartolomeo e Cangrande della Scala (Purgatorio XVII); e Venezia, dove, secondo la tradizione, sarebbe stato ospitato dal doge in Palazzo Soranzo. Qui rimase colpito dall’Arsenale, descritto vividamente nel XXI Canto dell'Inferno, il cantiere navale la cui pece viene usata come similitudine con quella che ribolle nella Bolgia dei barattieri. Venezia fu anche l'ultima città che Dante visitò per un'ambasceria a nome del signore di Ravenna, Guido Novello da Polenta, al ritorno dalla quale perse la vita nel 1321. La città viene citata in Paradiso IX, in cui Dante usa la parola »Rialto« per indicare l'intero insediamento lagunare, e in Paradiso XIX, riferendosi al conio veneziano.
La zona di Ceggia e Oriago, invece, compare nel Canto V del Purgatorio, come sfondo all'uccisione del podestà di Milano Jacopo di Uguccione del Cassero da parte del marchese di Ferrara Azzo VIII, avvenuta nel 1298 in quelle paludi.
Queste storie collegano Ceggia, Oriago e Venezia in uno spazio di memoria, cammino e incontri. Oggi a questa tradizione si unisce anche il carnevale storico di Ceggia che, come festa della comunità, conserva lo spirito della trasformazione, della creatività e del patrimonio culturale comune. Il racconto dantesco è arricchito da numerosi autori del Veneto – da Goldoni a Zanzotto e altri, che hanno segnato l'immagine letteraria di questo territorio.